Pubblicato da: Rinnovati Esattamente | agosto 6, 2008

Intervista su blogolandia

Siamo stati intervistati dalla redazione di Bitritto di blogolandia.

http://bitritto.blogolandia.it/2008/08/05/rinnovati-esattamente-giovani-blogger-per-lambiente/

Buona lettura.

Pubblicato da: Rinnovati Esattamente | luglio 22, 2008

Simsalabim! L’immondizia è sparita!

di Vincenzo Lanave

 
Ieri sera han mandato in onda su Italia 1 un servizio speciale sull’emergenza rifiuti a Napoli (il video sarà in streaming fra qualche giorno qui) . Bene, da quel che è emerso dalle immagini e interviste, l’emergenza è rientrata totalmente. Napoli è pulita. I cittadini son tornati a vivere. Sta aumentando l’afflusso di turisti. La pizza è tornata quella di una volta. La mozzarella di bufala pure.
Tutto bellissimo, ovviamente. Difficile pretendere qualcosa di diverso da un canale televisivo di proprietà dell’attuale presidente del consiglio dei ministri (non che la televisione di stato offra servizi di livello tanto superiore).
Ma, nessuno (si) chiede che fine han fatto tutti questi rifiuti? Sarà stato un colpo di magia?
Dopo il danno, la beffa. I napoletani si ritroveranno la “munnezza” dalla strada nei loro polmoni, intestini, fegati ecc. Come? Sotto forma di piccole metastasi (e non solo) che a poco a poco si ingrandiranno in maniera irreversibile.
Sciocchezze, evidentemente. Tutto ciò è secondario rispetto alla bella immagine che deve avere la città. Napoli mi sembra una quattordicenne con due chili di phard sul viso, utili a coprire vistosi problemi di acne.
Beati i fessi che credono alla fine dell’emergenza napoletana. Beati i fessi che credono alla sparizione nel nulla dei rifiuti inceneriti. Beati i fessi che credono alla sicurezza delle discariche situate vicino ai centri abitati e pochi metri sopra le falde acquifere.

Chissà se questo governo risolverà il problema del randagismo ammazzando tutti i cani trovati per strada. E chissà se Lavoisier ogni tanto guarda Studio Aperto.

Pubblicato da: Rinnovati Esattamente | luglio 21, 2008

Telefonini vecchi o guasti: non consideriamoli dei rifiuti.

di Vincenzo Lanave

In un’epoca in cui la durata media di vita di un telefonino cellulare si è notevolmente abbassata, è importante riflettere sulle modalità con cui disfarsene, possibilmente cercando di rispettare l’ambiente.

Il sito soldiperiltuocellulare.com giunge in soccorso a questo problema. Basta spedire gratuitamente il proprio telefonino ed esso verrà riciclato. Inoltre, una parte del profitto servirà per impiantare un albero nelle foreste della Cambogia. Ma non è finita qui: se il cellulare ha ancora un valore commerciale, è possibile ricevere una somma pari ad un massimo di 100 euro.

Non male quest’iniziativa.

Pubblicato da: Rinnovati Esattamente | luglio 8, 2008

Auto ad acqua? Ora (forse) è possibile anche senza pasticche…

di Giovanni Bellino

Forse non è più una truffa.

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_giugno_13/auto_acqua_giappone_13212016-3932-11dd-acb4-00144f02aabc.shtml

OSAKA - La società giapponese Genepax ha depositato la domanda per ottenere il brevetto di un motore elettrico alimentato ad acqua. Qualsiasi tipo di acqua: dolce, salata o piovana. Se una innovazione del genere diventasse una realtà produttiva e di consumo sarebbe una vera rivoluzione. Anche se, dall’ideazione alla sua traduzione industriale, il cammino è ancora lungo.

L’amministratore delegato dell’azienda, Kiyoshi Hirasawa, in un’intervista a una tv locale giapponese, ha detto che il motore, con un solo litro di acqua, sarebbe in grado di far viaggiare un’auto per circa un’ora alla velocità di 80 km/h.

Da quel poco che è emerso dall’intervista, si intuisce che il motore sfrutterebbe un generatore che scompone l’acqua in elettricità.

Ma è davvero così semplice trasformare l’acqua in elettricità? Direi di no! In primo luogo perché l’elettricità non si può ricavare direttamente dall’acqua; in secondo luogo, l’unico sistema potrebbe essere la generazione di elettrolisi dell’acqua e la successiva utilizzazione di idrogeno e ossigeno per alimentare una cella a combustibile (fuel cell), tramite la quale si ricava elettricità.

Che strano, non è lo stesso procedimento che si usa per le macchine ad idrogeno? In cosa consiste la novità?

La possibile novità può essere nella creazione e utilizzo dell’idrogeno stesso:

con questo sistema l’idrogeno potrebbe essere ricavato da un’elettrolisi generata nel serbatoio dell’acqua, evitando il rifornimento dell’idrogeno stesso dai centri specializzati. L’acqua, una volta nella cella a combustibile, si unisce all’ossigeno rigenerando ulteriore acqua. Solo l’ebollizione provocherebbe l’esaurimento della stessa.

Questa è un’ipotesi molto diretta ma poco realizzabile perché l’elettrolisi, come suggerisce il nome, per essere generata, ha bisogno di elettricità. Più elettricità eroghiamo e più idrogeno ricaviamo, anche se non è possibile quantificare l’elettricità necessaria per generare elettrolisi sufficiente a questo sistema; forse con una batteria dell’automobile, ricaricata sia da un alternatore che da una minima parte dell’elettricità generata, avremmo un buon rendimento.

Un’altra ipotesi potrebbe essere quella dell’utilizzo di un sistema di cui parleremo in seguito, la cosiddetta  fusione fredda, su cui aleggia un fitto alone di mistero al confine tra pazzia e realtà.

 

In seguito vi parleremo anche di macchine ad idrogeno, celle a combustibile (o fuel cell) ed elettrolisi in maniera dettagliata ma, data l’origine amatoriale di questo blog, in un linguaggio possibilmente terrestre.

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